Cronaca della nostra conferenza in memoria del Partigiano Walter Fillak,

tenuta il 14 Aprile 2016 presso l'Arci La Ciclistica di Genova Sampierdarena

 

GENOVA, GIOVEDI' 14 APRILE: SI RICORDA LA FIGURA DI WALTER FILLAK

 

Lo stradone che collega i quartieri genovesi di San Pier d’Arena e Rivarolo è intitolato alla memoria di Walter ‘Martin’ Fillak: un comandante partigiano torinese di nascita (10 giugno 1920) ma genovese di adozione; qui, al numero civico 98 rosso, si trova il circolo Arci “La Ciclistica”.

Nel salone al primo piano della struttura testé menzionata, si tiene – a partire dalle ore 17:30 – una giornata, organizzata dal locale Circolo Culturale Proletario, dedicata alla memoria di questo grande combattente per la libertà.

A moderare l’incontro – che si svolge davanti a diverse decine di persone – è chiamato Silvano Ceccoli, esponente del gruppo organizzatore, mentre gli oratori sono, in ordine di apparizione: Paola Vada, della sezione Anpi “Ciampolini-Musso” di via Carlo Rota, nel quartiere di San Pier d’Arena; Giordano Bruschi, il partigiano Giotto; Guido Levi, segretario generale dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e  e dell’Età Contemporanea; Eros Barone, docente di storia e filosofia e presidente del Circolo Culturale Proletario.

Dopo la breve presentazione del Ceccoli, la parola passa alla Vada: costei incentra il suo intervento sulla biografia di Walter Fillak, con particolare riferimento al suo ideale antifascista e comunista che lo ha portato a diventare una delle figure più importanti della Guerra di Liberazione dal fascismo italiano e da quello tedesco.

A seguire, il microfono va nelle mani del partigiano Giotto: questi – che nel quartiere ha vissuto per dodici anni, dal 1937 al 1949 – ricostruisce alcuni episodi legati alla Resistenza, nella zona del ponente genovese, di cui è stato diretto protagonista: “con i calzoni corti”, per passare il più possibile inosservati agli occhi degli occupanti durante le missioni affidate ai ragazzini del circondario dal comando partigiano.

L’intervento successivo è quello del Levi: costui porta il saluto da parte dell’istituzione di cui fa parte, per poi successivamente riprendere alcuni passaggi della biografia di Walter Fillak che ritiene non essere stati toccati a fondo dalle “pur complete relazioni precedenti”.

Per ultimo prende la parola il Barone: questi ricorda, con giusto orgoglio, le iniziative tenute dal ‘suo’ circolo sul tema della Resistenza, ed in particolare il fatto di essere stati i primi a promuovere un convegno sulla figura del partigiano Giacomo ‘Pietro’ Buranello.

Prosegue successivamente incentrando la sua relazione sul profilo politico del comunista Walter Fillak, che “vedeva la Resistenza come un passaggio obbligato per arrivare in seguito alla nascita della società più democratica che possa esistere: quella comunista”.

L’importanza di questa precisazione sta nel sottolineare che non tutti, nel Partito Comunista Italiano, vedevano il futuro allo stesso modo: molti membri della direzione minimizzavano l’importanza dei Gruppi di Azione Patriottica, arrivando a definirli “estremisti avventurieri”, con l’intento di giustificare la svolta revisionista avvenuta con il rientro in Italia del segretario generale Palmiro Togliatti.

Proprio a questo proposito, il Barone cita una lettera che l’ingegner Ferruccio Fillak – padre di Walter – scrisse nel 1946 al segretario genovese del partito revisionista, Agostino Novella: qui si può leggere la sua amarezza per come vengono trattati, nei documenti congressuali di quell’anno, i giovani partigiani che diedero la vita per la causa sì della libertà, ma soprattutto per quella del comunismo.

 

Genova, 15 aprile 2016

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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